Giovanni Manzoni

 

 

Di solito si dice “pensieri a voce alta”. Quelli di Giovanni Manzoni Piazzalunga sono invece pensieri disegnati su un murale, anzi su un mosaico mobile. Basquiat sarebbe fiero di lui. Ci apre gli occhi su ciò che questo mondo poteva essere e non è stato. Ci parla di Nikola Tesla, del suo lavoro rivoluzionario e dell’energia gratis per tutti. Perché forse non tutti sanno che il fisico serbo hateorizzato la Terra come conduttore di elettricità. Il fatto che la sua scoperta non sia mai stata applicata non ha bisogno di spiegazioni.

È vero, farebbe saltare i nervi a Papa Ratzinger e ai vessilliferi dell’ortodossia. Ma questo disegnatore ci parla di sincretismo religioso senza annoiarci. E guardando il suo mosaico mobile acconsentiamo con lui pure all’elefante induista che indugia sulle ferite del Cristo. L’iconografia tradizionale ci è venuta a noia, soprattutto quella etnograficamente corretta. Ecco perché ci piacciono questi Cristi bambini neri neri, insieme alle Vergini di cui c’invaghiremmo come tante Santa Teresa d’Avila in adorazione di un gigantismo in forma d’arte visiva.

Pensiamo male e solidarizziamo con gli atei devoti per riempire sempre più le nostre teste pensanti. Per questo motivo la testa vuota ridens del Manzoni fa ridere pure noi. (Dal testo di Emanuele Beluffi)

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